Il radiatore auto è coperto dalla garanzia ma tutto dipende dai tempi che determinano il danno e dalla storia della vettura. Nello specifico, la manutenzione seguita nel corso degli anni può influenzare la decisione. Non c’è un rapporto diretto e lineare tra rottura del radiatore auto ed eventuale difetto di conformità: bisogna valutare il singolo caso.
Hai comprato, da un rivenditore professionale, la tua nuova auto usata da qualche mese. All’improvviso, sulla strumentazione di bordo, si è accesa la spia di insufficiente livello di liquido refrigerante motore. Il tuo meccanico, dopo un’occhiata, ti ha dato la diagnosi: il radiatore perde.
Chiami il rivenditore per chiedergli di risolvere a sue spese, ma è davvero sempre tenuto ad intervenire? La risposta, come succede spesso in tema di garanzia sui beni usati, è: dipende.
Dipende da una serie di variabili concrete: l’età del veicolo, la percorrenza, la storia della manutenzione, la natura fisica del guasto. E il contenuto della dichiarazione di conformità.
Ora, assunto che non sia stata redatta una dichiarazione di conformità, scopriamo cosa c’è dietro la rottura di un radiatore. E come regolarsi in caso di contenzioso tra acquirente e venditore.
Il radiatore auto moderno: come è fatto?
Un radiatore di raffreddamento motore moderno per auto è costruito su una tecnologia consolidata. C’è una massa radiante in alluminio – le alette e i tubi in cui scorre il liquido – e ci sono due vaschette in materiale polimerico: PA66 (Poliammide 66 o Zytel® di DuPont) o Polipropilene.
I due materiali, l’alluminio e il polimero, sono uniti da una graffatura meccanica che sigilla una guarnizione in elastomero sintetico, solitamente Etilene-Propilene-Diene o Neoprene.
Questa zona di giunzione tra la massa radiante e le vaschette in alluminio è il punto strutturalmente più debole del radiatore. Non a causa di una progettazione approssimativa, ma perché è una regione debole. Si incontrano materiali con comportamenti fisici diversi, ed è lì che il radiatore cede.
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Principali meccanismi del degrado
La letteratura tecnica descrive e documenta una serie di meccanismi fisico-chimici che portano, nel tempo, alla perdita di tenuta del liquido refrigerante in corrispondenza della giunzione.
Conoscere questi meccanismi ci aiuterà a capire che spesso, in presenza di una perdita di liquido, non stiamo parlando di un difetto del radiatore, bensì di un processo fisiologico.
Fatica termica differenziale
Se valutiamo i coefficienti di dilatazione termica lineare dell’alluminio e del polimero con cui sono realizzate le vaschette laterali, scopriamo che con le variazioni di temperatura a cui è sottoposto il radiatore, si generano scostamenti differenziali tra alluminio e vaschette vicini al millimetro.
In altre parole, durante il riscaldamento la vaschetta si allunga di più di quanto non faccia il corpo in alluminio. Tale fenomeno, che si ripete ad ogni variazione di carico del motore – accensione spegnimento, salita, discesa, accelerazione – affatica la guarnizione e la graffatura
Fatica meccanica
Le vibrazioni del motore, le turbolenze dell’aria e del liquido, il funzionamento dell’elettroventola e le irregolarità del fondo stradale trasmettono al radiatore sollecitazioni continue.
Si provoca quello che viene chiamato il cumulative fatigue damage (danno cumulativo a fatica). Ogni ciclo di sollecitazione contribuisce al formarsi e al propagarsi di lesioni nei materiali.
Degrado dell’elastomero di tenuta
Le guarnizioni in EPDM o in Noprene interposte tra l’alluminio e il polipropilene sono soggette a ossidazione termica, idrolisi e perdita di elasticità. Questo per il contatto con il liquido refrigerante.
Studi sulla previsione della vita di queste guarnizioni in EPDM (tra cui Liu Y. et al., Thermal Oxidative Aging and Service Life Prediction of EPDM Spacer Composites, 2024) mostrano come il decadimento delle proprietà meccaniche dell’elastomero sia un fenomeno progressivo e cumulativo nel tempo
Idrolisi termica della PA66
La vaschetta in materiale polimerico subisce, con il calore ed in presenza di umidità, un processo di idrolisi che alleggerisce il peso molecolare delle plastiche per perdita di atomi di carbonio. Con conseguente alterazione delle caratteristiche meccaniche: il materiale diventa più fragile.
Ossidazione dell’alluminio
La massa radiante in alluminio è soggetta a corrosione per contatto con acqua e glicole etilenico del liquido refrigerante (per quanto questo sia additivato con inibitori). Questi meccanismi di degrado, che si innescano dall’assemblaggio del veicolo e dalla prima messa in moto, sono cumulativi e si sovrappongono amplificandosi a vicenda. Soprattutto in corrispondenza della giunzione.
Ricordiamo velocemente cosa dice la legge
Il Codice del Consumo (D.lgs 206/2005 e s.m.i., artt. 128 e segg.) disciplina i rapporti tra acquirente consumatore e venditore professionista, anche in termini di garanzia sulla cosa venduta.
E non afferma che qualsiasi guasto che si manifesta entro il periodo di garanzia è un difetto di conformità a carico del venditore. Ma dice che, nel caso dell’usato, la conformità va valutata tenendo conto del tempo del pregresso utilizzo e dei difetti derivanti dall’uso normale della cosa.
Di questo argomento, ossia della differenza concettuale tra guasto e difetto di conformità ne abbiamo già parlato nell’articolo dedicato alla differenza tra difetti e guasti auto.
Il radiatore auto è coperto dalla garanzia?
Quindi, tenuto conto di cosa dice la legge e delle considerazioni tecniche, un guasto al radiatore compete all’acquirente o al venditore? Non esiste una risposta universale valida per ogni caso.
L’età del veicolo è uno dei parametri da tenere in considerazione, così come la evidenza di una corretta manutenzione pregressa. La mancata sostituzione periodica del liquido refrigerante accelera i meccanismi di degrado sopra esposti. Soprattutto in assenza di una opportuna dichiarazione di conformità, pesa anche la ragionevole aspettativa dell’acquirente.
Abbiamo esperienza in officina. E possiamo indicare in linea di massima alcune soglie per aiutare sia l’acquirente a calibrare le proprie aspettative, sia il venditore a capire quali sono i suoi obblighi.

Se il veicolo ha meno di 5/6 anni di anzianità, il guasto al radiatore è un difetto di conformità. Ed è un caso in cui il venditore ha una responsabilità. Dai 7/8 anni ai 10/12 anni siamo in una zona grigia.
Bisogna considerare la storia del veicolo, come le condizioni del liquido refrigerante. Se l’acquirente, in fase di acquisto, era stato informato della mancanza della documentazione attestante la correttezza delle manutenzioni pregresse, bisognerà che ridimensioni le sue ragionevoli aspettative. Anche alla luce del concetto di logorio equivalente (Copyright 2005 ADICONSUM).
Per veicoli con anzianità superiore ai 12/13 anni c’è un’altra valutazione. Hai accertato che non vi sono stati urti o manomissioni, e che la perdita in corrispondenza della giunzione, è dovuta a degrado dei materiali? Il guasto può considerarsi atteso ed è difficile configurare un difetto di conformità.
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Ho diritto a un risarcimento dalla garanzia?
Se, quindi, la perdita del radiatore è in corrispondenza della giunzione tra parte in alluminio e parte in plastica, appurato che non ci sono stati urti o manomissioni, il malfunzionamento può essere ascritto ad esaurimento della vita utile del radiatore. E non ad una difettosità intrinseca dello stesso.
La perdita di un radiatore su una auto usata di una certa età non è quasi mai colpa di nessuno. I materiali invecchiano, i polimeri si idrolizzano, le guarnizioni perdono elasticità.
Conoscere questi meccanismi non vuol dire togliere i diritti di chi acquista. Aiuta a formulare aspettative realistiche, evitando controversie costose sia in termini economici che di tempo.
Se stai valutando l’acquisto di una vettura usata la mossa più intelligente non è incrociare le dita perché tutto funzioni per sempre, ma tutelarsi con una Garanzia Convenzionale.




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