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Adblue: cosa fare per non avere l’auto bloccata e un preventivo di riparazione da 2000,00 Euro in mano

Riassumi con AI

La tua auto a gasolio Euro 6 ha acceso la spia del serbatoio Adblue e ti segnala che tra un certo numero di chilometri il riavvio del motore non sarà più possibile. Il sistema di antinquinamento ha un problema e, senza eccezioni, sta facendo il countdown prima di lasciarti a piedi.

Hai provato a rabboccare il liquido, ma la spia e l’avviso non si sono spenti. L’avviso indica un’autonomia residua sempre più bassa: hai dovuto ricoverare il veicolo in officina. L’officina ha emesso il suo verdetto: c’è da sostituire il serbatoio Adblue e il conto è salato. 

Ecco un incubo che molti hanno vissuto e che tu vuoi evitare. In questo articolo vediamo come è fatto il serbatoio Adblue e perché si rompe, e daremo qualche consiglio per non sbagliare. 

Cosa è il serbatoio Adblue, definizione

Prima di capire perché si rompe, vediamo cosa c’è dentro. Ovviamente, per costare un paio di migliaia di Euro, il serbatoio dell’Adblue non è solo il contenitore dove viene alloggiata l’urea che serve per l’abbattimento degli inquinanti del sistema di scarico. All’interno trovi:

  • Una pompa di mandata che porta il liquido ad una pressione di circa 4/5 bar.
  • Il sensore di livello del liquido che monitora la quantità residua di urea.
  • Un riscaldatore elettrico e un filtro, una scheda elettronica di gestione.

Insomma: non è come la vaschetta del liquido tergicristalli; il costo elevato è (relativamente) giustificato dal fatto che stiamo parlando di un ricambio non scomponibile.

Perché si rompe il serbatoio Adblue?

La maggioranza dei casi di malfunzionamento del serbatoio Adblue è dovuta alla cristallizzazione dell’urea; il liquido con cui viene rabboccato il serbatoio è, infatti, una soluzione al 32,5% di urea tecnica e 67,5% di acqua demineralizzata. Queste sono le percentuali che permettono di raggiungere il punto eutettico, la temperatura più bassa a cui la soluzione può esistere allo stato liquido, per evitare il congelamento alle basse temperature.

Il problema nasce dalla diversa tendenza all’evaporazione. L’acqua evapora molto più rapidamente e quindi, con il passare del tempo, la soluzione si concentra sempre di più fino a superare la soglia di saturazione. Momento in cui l’urea precipita in forma solida in cristalli.

Il risultato è l’intasamento del filtro, delle condutture, dell’iniettore che sta sulla tubazione di scarico. E, nei casi peggiori, la bruciatura o il bloccaggio delle parti mobili della pompa. 

I codici in diagnosi più frequenti

Abbiamo il P20E8, pressione Adblue insufficiente per la pompa degradata o il filtro intasato a causa dei cristalli. Poi c’è il P2201/P2202: sensore NOx fuori range riconducibile a iniettore ostruito.

Il sensore di livello è un altro punto critico perché i depositi di urea cristallizzata falsano in maniera significativa la corretta lettura del livello di riempimento del serbatoio. Spesso il sensore indica che il serbatoio è vuoto anche dopo il riempimento. 

Altri guasti, sempre legati ad alta concentrazione di urea in concomitanza con temperature relativamente alte, sono dovuti alla corrosione dei contatti elettrici interni al serbatoio e al degrado precoce delle parti in gomma (isolanti, guarnizioni e altro ancora).

I fattori che accelerano la cristallizzazione dell’urea 

L’evaporazione parziale dell’acqua è un meccanismo fisiologico, ma il fenomeno della cristallizzazione dell’urea si accentua quando il serbatoio viene mantenuto abitualmente a livello basso favorendo l’evaporazione dell’acqua. Quando il veicolo rimane fermo per periodi di tempo prolungati, la mancanza di sbattimento agevola la precipitazione.

Un Guasto al motore può costarti anche 4000 Euro

Un altro fattore da non sottovalutare è la qualità del fluido utilizzato per il rabbocco: deve essere assolutamente conforme alla norma ISO 22241 che indica entro soglie di tolleranza strettissime la concentrazione di urea che deve avere la soluzione, la durezza residua dell’acqua demineralizzata, il contenuto di metalli pesanti, la conducibilità elettrica, ecc.  

Come prevenire il guasto (o evitare che si ripeta)

La prevenzione non richiede interventi straordinari, ma bastano poche buone abitudini: il primo consiglio è quello di scegliere solo distributori autorizzati, concessionari e ricambisti di fiducia. Non risparmiare sull’Adblue, il costo di un buon prodotto non è esorbitante. Pagare pochi euro in meno oggi potrebbe significare un salasso domani. Ecco gli altri consigli:

  • Non lasciare il serbatoio quasi vuoto per settimane
  • Rabbocca appena la spia del primo avvertimento si accende.
  • Usa esclusivamente Adblue certificato ISO 22241.
  • Non lasciare il veicolo fermo per tempi prolungati.

Qualcuno potrebbe avere la cattiva idea di aggiungere acqua demineralizzata per abbassare la concentrazione di urea nel serbatoio, o per tentare di sciogliere in qualche modo l’urea già cristallizzata, ma è una pratica da sconsigliare perché non si conoscono le quantità esatte.

Se la soluzione nel serbatoio si allontana dal punto eutettico potrebbe verificarsi il suo congelamento a temperature di pochi gradi sotto zero (con conseguenze irrimediabilmente catastrofiche in caso di freddo intenso). Inoltre la bassa concentrazione di urea della nuova miscela potrebbe rendere inefficiente il catalizzatore SCR, con accensione delle spie di errore.

Adblue e la garanzia dell’usato: cosa fare

Valutiamo la garanzia nel caso di acquisto di una auto usata. Molti che hanno acquistato da privati una vettura usata da un rivenditore professionista da meno di un anno si chiedono se il ripristino in caso di rottura del serbatoio dell’Adblue è una competenza del venditore. 

Il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005 poi aggiornato dal D.Lgs. 170/2021) presume che il guasto sia un difetto di conformità di cui dovrà farsi carico il venditore.

Ma in sede di eventuale contenzioso il venditore potrà facilmente eccepire, sotto il profilo strettamente tecnico, che non si tratta di una difformità presente al momento della vendita.

Questo perché i meccanismi di cristallizzazione progressiva dell’urea, il degrado delle guarnizioni in gomma, l’ossidazione di alcuni componenti elettrici, sono fenomeni fisiologici.

Quindi intrinseci alla tecnologia SCR, e, soprattutto, indipendenti da qualsiasi vizio costruttivo originario: non si tratta di un componente difettoso ab origine, ma di un componente degradato con il normale uso. 

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L’unica soluzione che può concretamente tutelare l’acquirente è l’attivazione di una Garanzia Convenzionale che copra esplicitamente i componenti del sistema Adblue.

Se stai per acquistare una vettura usata a gasolio euro 6 (o successive) vale la pena richiedere al venditore chiarimenti sulla copertura di questo componente e, se proprio non vuole garantirlo, hai una scusa in più per negoziare sul prezzo! 

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